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In questa sezione sono consultabili, in formato
pdf, tutti i numeri del Popolo nell'edizione clandestina, pubblicato
a Roma tra l'ottobre 1943 e il maggio 1944. Si tratta di nove
rari numeri, conservati nella Biblioteca dell'Istituto Luigi Sturzo,
i cui originali sono stati faticosamente recuperati: tale materiale
è stato digitalizzato per preservarne l'integrità
fisica già fortemente compromessa e per facilitare al lettore
sia la consultazione che la riproduzione.
La storia del Popolo clandestino si inserisce nella più
ampia vicenda che segna la nascita e l'affermarsi della Democrazia
cristiana, nel periodo successivo alla caduta del fascismo.
Definito "giornale pericoloso" nelle informative
della polizia a Mussolini, "Il Popolo", espressione
dei cattolici democratici, fondato nel 1922 da Giuseppe Donati,
fu chiuso dal regime fascista nel 1926.
Nell'autunno del 1943, si sviluppa in Italia la resistenza contro
l'occupazione tedesca e contro il governo di Salò. Le violenze,
i saccheggi, le vendette dei nazi-fascisti segnano un crescendo
di crudeltà, ma provocano anche una reazione militare e
politica e una insofferenza popolare sempre più estese
contro gli oppressori.
In questo quadro drammatico il governo Badoglio, insediato a Brindisi,
il 13 ottobre dichiara guerra al Reich. A Brindisi è anche
Vittorio Emanuele III. Il re, con il suo seguito di generali e
funzionari, è stato protagonista di un pericoloso esodo
dalla capitale che agli occhi di tanti italiani non poteva non
apparire una fuga. L'esercito è sbandato e abbandonato
a se stesso. A Roma le SS, dopo essersi impadronite delle riserve
d'oro della Banca d'Italia, saccheggiano il ghetto e deportano
in Germania oltre duemila ebrei. La capitale dichiarata città
aperta, era di fatto in balia degli occupanti.
E' in questa Roma che il 23 ottobre 1943 esce il primo numero
del "Popolo" clandestino. Dopo la diffusione che era
stata fatta nel luglio-agosto dell'opuscolo contenente le "Idee
ricostruttive della Democrazia cristiana", è la testata
fondata da Giuseppe Donati che per la prima volta riflette ufficialmente
le posizioni della Democrazia cristiana che era andata raccogliendosi
intorno ad Alcide De Gasperi.
[
]Il primo numero del "Popolo" clandestino
ha un formato ridotto ed era impaginato su cinque colonne. In
alto a sinistra sopra la testata vi è la scritta "Roma"
per far sapere evidentemente che è qui la redazione e da
qui parte la diffusione. Dal secondo numero in poi, comparirà
a fianco della testata, anche l'indicazione dei giorni trascorsi
da quando era iniziata l'occupazione nazista.
Autori e collaboratori del giornale, nelle sue nove uscite
clandestine, insieme con Alcide De Gasperi, furono Giulio Andreotti,
Guido Gonella, Giovanni Gronchi, Franco Nobili, Mario Pastore,
Giovanni Sangiorgi, Mario Scelba ,Giuseppe Spataro.
"Il Popolo" torna nelle edicole il 6 giugno 1944, con
la firma ufficiale del direttore, Guido Gonella.
Tratto da:
Carlo Danè, Giuseppe Sangiorgi
Il romanzo del Popolo. Storia di un "giornale pericoloso"
Gangemi Editore 2003
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